Mercoledì 30 ottobre alle ore 21 andrà in scena ad Artè ‘Dialoghi di profughi’,  spettacolo di anteprima della Stagione Artistica di Artè 2019-2020 promossa dal Comune che prenderà il via il prossimo dicembre. ”Dialoghi di Profughi’ appuntamento in collaborazione con SPAM!, è uno spettacolo messo in scena dalla compagnia teatrale ‘Chille de la Balanza’ ed è liberamente tratto dall’omonimo testo di Bertolt Brecht.
I protagonisti sono Matteo Pecorini e Rosario Terrone con la partecipazione di Claudio Ascoli nel ruolo di Bertolt Brecht: Scrittura scenica di Claudio Ascoli e Sissi Abbondanza, musiche originali di Alessio Rinaldi.

“Questo interessante  spettacolo è solo un primo assaggio della nuova stagione artistica di Artè che a partire da dicembre e fino alla prossima primavera proporrà un cartellone di grande qualità con artisti di fama nazionale – afferma l’assessore alla cultura Francesco Cecchetti -. Accanto a questi ci saranno spettacoli di realtà teatrali locali che intendiamo valorizzare e appuntamenti dedicati ai più piccoli per offrire un ventaglio di proposte culturali adatte a tutte le età  a tutti i gusti”.
Lo spettacolo ‘Dialoghi di profughi’ parte dall’arrivo ad Helsinki dello scrittore di drammi. Brecht (Claudio Ascoli) ha con sé le voci e le presenze della sua famiglia allargata e delle sue donne: la moglie ed attrice Helene Weigel, la dolce collaboratrice e innamorata Margarete Steffin, e ancora Ruth Berlau, attrice e regista danese conosciuta a Copenaghen, ben presto sua appassionata amante.
Al ristorante della stazione, davanti a un boccale di birra, Brecht scrive senza sosta i Dialoghi di profughi.  Ecco arrivare due giovani attori (Matteo Pecorini e Rosario Terrone): vengono da Copenaghen, dove hanno recitato Teste tonde e teste a punta, altra commedia brechtiana.
D’un tratto il ristorante si trasforma in Teatro e… prende vita il divertente dialogo tra lo scienziato-intellettuale Ziffel e l’operaio Kalle. Uno strano intellettuale e un non meno strano operaio. Nei dialoghi tra loro ogni tanto… appare Hitler, citato come l’Imbianchino o il Comediavolosichiama.
Come spesso gli accadeva, dopo averli abbozzati in grandi linee, Brecht non diede l’ultima mano ai Dialoghi né vi ritornò dopo. Furono pubblicati, incompiuti, solo dopo la sua morte nel 1962.  I Dialoghi, ad oggi uno dei testi brechtiani meno frequentati, sono anche un’amara e divertente riflessione su potere e populismo.
L’entrata allo spettacolo è libera. Per informazioni  348 3213504; residenze @spamweb.it

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